Elisa e Maurizio – Volontari in Etiopia

Elisa e Maurizio – Volontari in Etiopia

Quella da volontari all’estero è sempre un’esperienza che cambia la vita: lo sanno bene Elisa e Maurizio, coppia che alcuni anni fa ha deciso di mettersi alla prova attraverso “particolari” viaggi.

Vi avevamo raccontato la storia di Piero, cooperante ormai da anni all’estero. L’esperienza di Elisa e Maurizio è invece durata tre settimane, sufficienti per “aprire davvero gli occhi“.

Tre settimane da volontari

“Sono esperienze forti che ti aprono gli occhi, una volta iniziate non puoi più lasciare” è il loro commento: sono tornati da pochi giorni dall’Etiopia e l’emozione è ancora forte. La coppia di volontari si è recata in una casa delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, per regalare un sorriso ai bambini dell’asilo ma anche in aiuto al personale medico dell’Health center.

“E’ stata la quarta esperienza, siamo andati in India, Ciad, Laos e ora appunto nella regione del Tigrè in Etiopia. Volevamo provare a fare un’esperienza di volontariato fuori dagli schemi, diversa e metterci alla prova. La fondazione delle Suore della Carità ha case in quasi tutto il mondo, nelle zone in cui c’è bisogno. In quest’ultimo viaggio siamo stati in una struttura che comprendeva un asilo, un centro di promozione della donna e una specie di pronto soccorso”.

volontari etiopia

A breve, nel centro verrà aperto anche uno studio dentistico grazie al contributo di un dentista austriaco. “Per il momento ci sono solamente volontari, ma servirebbero dentisti che diano una mano a breve”.

Giochi ai bambini e un aiuto in ospedale

Elisa e Maurizio sono Volontari del Soccorso a Bellagio: grazie all’aiuto del sodalizio hanno raccolto Lego e Duplo, facilmente trasportabili e che hanno regalato tanti sorrisi ai piccini. “E’ un gioco che permette ai bambini di utilizzare l’intelligenza e la creatività, ma anche di collaborare. Ringraziamo tutte le persone che ce li hanno donati perché grazie a loro siamo riusciti a far vivere momenti di gioia e spensieratezza ai bimbi dell’asilo, ben 480. Nella struttura in cui siamo stati c’erano anche un centro di promozione per la donna, dove vengono organizzati corsi di informatica e cucina in modo tale da permettere alle ragazze ospitate un ingresso nel mondo del lavoro. Inoltre, un convitto per ragazze che vivono molto lontano dalla scuola che frequentano”.

Ma non solo, perché Elisa e Maurizio hanno anche contribuito alle attività di triage nell’ospedale gestito dalle Suore. “Eravamo in un Health center, che è una specie di pronto soccorso con degenza solo giornaliera, dove ci sono anche studi medici con una farmacia e un centro analisi dove vengono effettuati gli esami del sangue. Inoltre c’è un centro maternità aperto ventiquattro ore su ventiquattro. Avere una struttura di questo tipo, con un dottore che aiuta nel parto, è fondamentale perché qui purtroppo si muore ancora a causa del parto. Nell’Health center insieme all’infermiera o al medico aiutavamo a misurare la pressione o la febbre a chi si presentava per essere curato”.

Per loro è stata la prima esperienza insieme al personale sanitario all’estero. “Ammettiamo che i primi giorni è stato difficile, si vedono molte situazioni complesse: tante persone anemiche o denutrite che hanno il polso grande come quello di un bambino. Ma per noi è stato importante avere anche quel contatto con le persone, capire come sono le condizioni di vita lì”.

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Esperienze da volontari che cambiano la vita

Situazioni che, spesso, sono davvero tragiche. Ma altrettanto spesso, le notizie di quanto accade in questi Paesi non arrivano in Italia. “Una volta lì abbiamo scoperto che nel 2020 c’era stata una guerra civile proprio nella zona del Tigrè: ad oggi sono sfollate ancora ventimila persone, che si trovano in centri di accoglienza e non possono tornare a casa. Per fortuna in quel periodo l’attività delle suore è proseguita, ma i volontari erano sempre meno”.

Per Elisa e Maurizio non si trattava del primo viaggio con le Suore, infatti erano già stati in altri centri sempre gestiti dalle religiose e hanno così avuto l’opportunità di fare esperienze diverse.

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“In India eravamo all’interno di una scuola, è stato un viaggio più allegro nonostante la povertà delle persone. In Ciad abbiamo girato diversi centri, da quelli per bambini abbandonati e per piccini appena nati malnutriti fino a una scuola frequentata da giovani che percorrono viaggi lunghissimi e vengono ospitate nel centro. In Laos eravamo in un centro dove vivono bambini sordomuti, è stato complicato perché non conosciamo il linguaggio dei segni ma in qualche modo riuscivamo a farci capire”.

Tutti viaggi che, in modo diverso, li hanno segnati. E che sperano possano ispirare anche altre persone. “Le Suore sono sempre alla ricerca di volontari, invitiamo chiunque volesse mettersi alla prova a fare un’esperienza simile”.

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